18/03/2016
PAZIENTI DIROTTATI DA CASTELFRANCO A MONTEBELLUNA, BISINELLA (FARE!): «CHIARO DISEGNO DI SVUOTARE OSPEDALE»

CASTELFRANCO VENETO (TREVISO) – «Lo svuotamento dell’ospedale è in atto e non c’è alcun dubbio, se ne accorgono anche i cittadini e i pazienti costretti in molti casi a rivolgersi a Montebelluna o a Camposampiero: si sta tradendo Castelfranco e la sua storia, il lavoro di anni di battaglie per fare della nostra struttura un grande ed efficiente polo sanitario si sta vanificando, con l’avallo di chi oggi la governa». Lo denuncia la senatrice di “Fare!” Patrizia Bisinella in seguito a quanto riferito ormai da molti cittadini castellani che per alcune visite si stanno sentendo dire di dover andare a Montebelluna.

«Questo è un altro segnale che conferma quanto ho già denunciato, cioè che in realtà è in atto lo svuotamento dell’ospedale di Castelfranco, ben che ne dica il direttore generale Benazzi, il rischio è sempre più evidente – dice Bisinella -. Mi riferisco anche a quanto affermato dall’Associazione nazionale dei primari ospedalieri: la presidente fa riferimento alle schede della Regione, sottolineando come, alla luce di quanto esposto nei documenti, 150 posti letto potrebbero essere persi a Castelfranco e riassorbiti a Montebelluna. La prossima settimana, con la riunione della Quinta commissione regionale, dovrebbe esserci in Regione un pronunciamento sull’Istituto oncologico veneto e quindi sul futuro dell’ospedale cittadino.

La verità purtroppo è però che Padova non rinuncerà mai allo Iov e le dichiarazioni del dirigente sanitario regionale Mantoan della scorsa settimana, in cui dice che Castelfranco è una soluzione solo temporanea, lo hanno ben chiarito. È necessario dunque, lo ripeto, che ci sia una volta per tutte chiarezza sul futuro del nostro ospedale e dei suoi reparti, serve un impegno preciso da parte della Regione: primo, devono essere precisate le date di realizzazione dello Iov e di completamento del nostro complesso; secondo, devono essere chiarite le somme messe a disposizione; terzo, le attività stabilite presso la nostra struttura devono risultare sulle schede ospedaliere.

Riguardo ai pazienti dirottati a Montebelluna – chiude - è palese la presa in giro ai danni dei castellani, mentre le risposte dell’Ulss sono ridicole, in evidente contrasto con la realtà dei fatti e solo di sterile rito».