05/07/2015
Fusaro fuori tra 8 anni, Bisinella: «In Senato proposta modifica normativa su sconti di pena»

CASTELFRANCO VENETO (TREVISO) –  «Intendo presentare subito in Senato una proposta di modifica della normativa, affinché sia affrontato una buona volta il tema del sistema degli sconti di pena e dei benefici concessi ai carcerati, in modo che si possano individuare soluzioni efficaci e di buon senso che rendano effettiva giustizia e rispondano all’esigenza di certezza dell’espiazione della pena senza tutte le contraddizioni e quelle storture inaccettabili che oggi il sistema consente». Lo dichiara la senatrice di Castelfranco Veneto Patrizia Bisinella di Federalismo, Autonomie e Libertà, componente del gruppo Misto, alla luce della notizia del conseguimento del diploma di ragioniere da parte di Michele Fusaro, condannato per l’omicidio di Iole Tassitani, il quale, stando alla parole del proprio legale, Piero Longo, potrebbe uscire dal carcere tra soli 8 anni.

«Partirò dal sentire i legali della famiglia affinché con la loro esperienza mi aiutino a predisporre gli strumenti normativi più efficaci e spero di trovare un’ampia disponibilità da parte di tutti nel trovare insieme le soluzioni più idonee ad affrontare il tema – prosegue Bisinella -. Non è possibile che si dicano tutti sconcertati di fronte a simili notizie, ma poi concretamente e da troppo tempo non si faccia davvero nulla per correggere un sistema in tutta evidenza inadeguato».  

L’inadeguatezza del sistema è stata sottolineata a mezzo stampa anche dall’ex capo della Procura della Repubblica di Treviso, Antonio Fojadelli. «Apprezzo che lo stesso Fojadelli riconosca che ci sono delle grandi anomalie e che occorra intervenire – dice ancora la senatrice di Castelfranco Veneto -. Oltre all’ammissibilità del rito abbreviato per delitti punibili con la pena dell’ergastolo, rimangono aperti e irrisolti tutti i problemi relativi a quelle limitazioni e riduzioni di pena, sistema di sconti e benefici, di cui i condannati in Italia possono usufruire e che purtroppo in moltissimi casi fanno sì che addirittura possano uscire dal carcere dopo aver scontato solo una parte minima della loro pena. Se è vero che l’ordinamento e il sistema penale devono tendere alla riabilitazione del condannato, è anche pur vero che notizie come questa, nei casi di reati particolarmente gravi, risultano inaccettabili per l’opinione pubblica e stridono con i principi di giustizia e certezza della pena. Inaccettabile per l’opinione pubblica da un lato e ancor di più inaccettabile per le vittime dei reati ed i loro familiari».

Quello di Iole Tassitani, concittadina di Bisinella, è un esempio paradigmatico. «Alla famiglia di Iole vanno la mia vicinanza ed il mio affetto profondo, perché al loro quotidiano strazio devono aggiungere anche il peso di questa notizia che può solo suscitare indignazione – dice in conclusione Patrizia Bisinella -. In Parlamento si riveda il sistema della concessione dei benefici e lo si rapporti e commisuri realmente alla gravità dei fatti commessi, al di là dell’imperante buonismo che troppo spesso condiziona le scelte del legislatore. Anche se, infatti e purtroppo, abbiamo assistito invece da parte degli ultimi governi addirittura a una tendenza in senso opposto ai principi di certezza della pena e rigore nella repressione dei reati, tra depenalizzazioni varie e ben cinque svuotacarceri, che certo non danno un’immagine civile e seria del nostro Paese. E rispetto a simili scelte sbagliate coloro che come me si sono strenuamente opposti non hanno potuto fare altro se non sollevare la questione e continuare a tentare di portare l’attenzione sulla strada del rigore».