17/09/2014
Bisinella a Tgcom24: «Renzi non ha ancora prodotto nulla, meglio andare al voto»

ROMA – Oggi Patrizia Bisinella ospite di Tgcom24, a “Dentro i Fatti”, condotto da Luca Rigoni, per parlare di riforme, lavoro e voto anticipato. Si è iniziato col dibattito inerente l’abolizione dell’articolo 18. «L’articolo 18 è un tema molto delicato e va affrontato senza farne un totem – ha affermato Bisinella –. Una disciplina rigida non va bene, c’è bisogno di rendere più flessibile il mercato del lavoro, ma rendere il mercato più elastico non significa non garantire tutele ai lavoratori. Abbiamo sentito annunci finora, sono passati dei testi in commissione e come Lega abbiamo fatto proposte concrete. La legge Fornero ha creato danni enormi, ad esempio, ne chiediamo l’abrogazione e proprio per questo abbiamo raccolto milioni di firme, ma abbiamo anche proposto misure alternative per garantire occupazione. Eppure siamo ancora inascoltati per quanto riguarda gli esodati, che non hanno reddito da lavoro e non hanno pensione: non è possibile che si lascino platee di lavoratori senza reddito».

Tanti annunci, ma pochi fatti: meglio andare subito al voto?

«Sarebbe meglio il voto, che si esprima il popolo: è il terzo governo che ci viene calato dall’alto – ha detto ancora la senatrice leghista -. Renzi non ha legittimazione popolare derivata da elezioni, ma vorremmo che al di là di questo si facessero le cose urgenti: di contenuto e sostanza non si è fatto nulla, da quando Renzi c’è abbiamo sentito grandi proclami, ma non abbiamo visto nulla di concreto.

Non si sono prodotte riforme sostanziali che vanno a risolvere i problemi del Paese. Renzi ha annunciato riforme prima in cento giorni, poi in mille, ed in più i giorni decorrono da un mese sempre nuovo. Si parla tanto di legge elettorale, ma il problema vero è il lavoro della gente. Siamo al terzo anno consecutivo di recessione ed abbiamo davanti uno scenario di chiacchiere: cerchiamo invece di liberare risorse per imprese e famiglie, lo si può fare aggredendo la spesa pubblica improduttiva, snellendo il sistema che grava sulle imprese, ma per questo non è ancora passato nulla in parlamento. Allora, a fronte del nulla, meglio uno scenario di elezioni anticipate».

«Se venissimo ascoltati di più – ha concluso – probabilmente sarebbero già state messe in campo cose di buon senso e concrete. Renzi ci ascolti e facciamo quello che serve subito per l’occupazione e riformare il sistema di tassazione. Abbiamo il Made in Italy e l’export che può tenere ed invece andiamo a penalizzarci con sanzioni a carico della Russia che stanno provocando danni enormi, come al solito facciamo l’interesse delle altre nazioni: la Merkel e gli altri fanno i loro interessi, mentre noi siamo autolesionisti. A questo punto consentiamo ai cittadini di scegliersi dei rappresentanti che possano fare meglio: noi siamo sempre pronti al voto».