17/10/2014
Bisinella su LA7 a “Coffee Break”: «Clandestini a 1.200 euro al mese, pensionati a 500»

ROMA – Questa mattina la senatrice della Lega Nord Patrizia Bisinella ospite della trasmissione di LA7 “Coffee Break”,  condotta da Tiziana Panella.

«La manovra da 36 miliardi annunciata da Renzi colpirà i comuni – ha detto Patrizia Bisinella -. Il governo centrale dice al cittadino che gli riduce le tasse, ma intanto fa diventare i comuni degli esattori. Sul fronte della riduzione degli sprechi va a colpire regioni come il Veneto, che a livello di sanità offre un modello di eccellenza, una regione virtuosa, che i conti li ha già tenuti in ordine ed ha già ridotto gli sprechi: non possono dover pagare sempre gli enti locali».

 

Il Tfr in busta paga? «Sottolineo il modo di agire subdolo di questo governo – ha affermato ancora -. Il Tfr in busta paga è una cosa grave che si fa a danno dei lavoratori, oltre che delle aziende. Viene sottoposto a tassazione ordinaria, vuol dire che sopra i 15mila euro di reddito verrà pagato di più in termini di  tasse ed è un modo subdolo per raschiare il fondo del barile, facendo mangiare i risparmi delle famiglie che consumeranno subito. Il governo si rivolge alla famiglie che non arrivano alla terza settimana del mese, gli offre questa prospettiva ed intanto gli toglie altre detrazioni, ad esempio per tasse universitarie, asili nido e mense scolastiche».

 

«Come fa un investitore straniero a fidarsi di uno stato come l’Italia che pensa a fare gli interessi degli altri? Come fa a venire in Italia quando si vede che di riforme si chiacchiera, ma non si fa niente? Siamo un paese che si auto flagella, come sta facendo ad esempio imponendo sanzioni contro la Russia e provocando danni per miliardi  di euro – ha rilevato la senatrice leghista -. Il premier chiacchiera di riforme ed intanto continua a spendere per l’operazione Mare Nostrum, destinando altri 130 milioni per l’accoglienza anziché per fare investimenti per le imprese. Un immigrato clandestino prende 1.200 euro al mese, mentre un nostro pensionato 500.

Le cose per noi vengono sempre calate dall’alto per fare gli interessi delle multinazionali: abbiamo visto mille volte mettere vincoli ai nostri prodotti facendo prevalere gli interessi di altri a danno dei nostri produttori, soprattutto nell’agroalimentare e nel Made in Italy. In Europa continuiamo a subire in maniera passiva dei vincoli pesantissimi che danneggiano la nostra economia».