24/04/2014
Altri clandestini a Treviso: «I fondi per loro destinati a nostri concittadini»

TREVISO – «Altre risorse che potrebbero essere destinate a famiglie di nostri concittadini vanno a coprire i costi per gestire l’arrivo dei clandestini in provincia: la situazione non è più tollerabile». La dichiara la senatrice trevigiana della Lega Nord Patrizia Bisinella apprendendo dell’arrivo di altri clandestini a Treviso, almeno una decina, e del trasferimento dei 17 ospitati alle scuole ex Marconi di Santa Maria del Sile in alloggi messi a disposizione da Unindustria a Roncade e in spazi gestiti da una cooperativa a Montebelluna.

«Vedo che anche amministratori locali e parlamentari di altri schieramenti politici stanno assumendo posizioni analoghe alla nostra – dice ancora l’esponente della Lega Nord –. Il modo in cui il Ministero dell’Interno sta gestendo gli sbarchi sta avendo un impatto devastante sulle realtà locali, alle quali viene scaricato il compito di trovare gli spazi in cui accogliere gli stranieri in arrivo. L’azione di Unindustria a Treviso conferma la sensibilità che caratterizza la realtà veneta, ma perché non si offre allora un trattamento analogo ai nostri concittadini che hanno perso il lavoro e la casa? È una vergogna che lo Stato si faccia carico di aiutare prima gli stranieri che i propri cittadini che concorrono al mantenimento della finanza pubblica, ai quali invece dovrebbe pensare per primi».

 

Patrizia Bisinella sottolinea la sua contrarietà riguardo la possibilità di destinare stabilmente una struttura all’accoglienza dei clandestini prospettata dall’amministrazione comunale di Treviso. «Amministratori così solerti nell’aiutare persone che arrivano da chissà dove ed in molti casi pronti a darsi alla macchia non appena giungono nei centri di accoglienza pensino piuttosto a programmare interventi per i nostri concittadini che si trovano in difficoltà – afferma -. La stessa cosa dovrebbe pensare a fare il Governo, che prima ancora dovrebbe puntare i pugni con l’Unione Europea affinché a questa problematica non debba far fronte solo l’Italia, ma l’intero sistema Europa. I 21mila immigrati arrivati in pochissimo tempo, secondo quanto riferito dal ministro dell’interno,  provocheranno conseguenze devastanti sulle comunità locali che verranno costrette ad accoglierli».